giovedì 26 aprile 2012
Resistenza!
Ora più che mai dobbiamo ricordare che molti sono qui a permettersi di disertare il voto, a sputare sui diritti civili, a tentare di destrutturare la Costituzione, ad abbattere le speranze per il futuro, perché 67 anni fa ragazzi della nostra età, e anche più giovani, hanno donato la vita in cambio del sogno di un futuro migliore, non solo per loro, ma anche per tutte le generazioni a venire. Da questo sommo gesto di generosità è cresciuta purtroppo una società che ha tradito i loro ideali. Ed ora più che mai noi che invece li ricordiamo e tentiamo di mantenerli vivi e ardenti dobbiamo essere i promotori di una nuova RESISTENZA!
lunedì 16 aprile 2012
Buon compleanno
Si rischia di essere banali, nel dire quanto certe persone rendano la nostra vita un po' più bella, un po' più felice.
Qualcuno molto più quotato di me in effetti ha ben pensato di aprirci un libro, sulla banalità della felicità e sulla specificità delle miserie umane.
Ma parlare di te oggi è speciale, perché è il tuo giorno, e perché senza di te io non sarei io, o meglio, sarei meno io.
E quindi, questo è per TE, che mi rendi speciale e mi fai brillare gli occhi, per te che dai un senso ai miei sorrisi e ai miei malumori.
Per te che mi parli appena sveglia e sussurri piano prima di dormire.
Per te che sei un disastro, ma sei il disastro più riuscito che conosca.
Per te che hai mille paure ma hai scelto con coraggio quando si è trattato di seguire il tuo cuore.
Per te che non ti decidi mai e poi quando decidi ti fai travolgere dall'impeto e combini casini epocali.
Per te che non ti vai mai bene abbastanza, e che se invece potessi vederti anche solo una volta attraverso i miei occhi capiresti quanto sei perfetta, anche nei tuoi difetti, e vedresti te circondata dal mio amore.
Buon compleanno, cucciola mia. Sarà banale, ma ti amo.
Qualcuno molto più quotato di me in effetti ha ben pensato di aprirci un libro, sulla banalità della felicità e sulla specificità delle miserie umane.
Ma parlare di te oggi è speciale, perché è il tuo giorno, e perché senza di te io non sarei io, o meglio, sarei meno io.
E quindi, questo è per TE, che mi rendi speciale e mi fai brillare gli occhi, per te che dai un senso ai miei sorrisi e ai miei malumori.
Per te che mi parli appena sveglia e sussurri piano prima di dormire.
Per te che sei un disastro, ma sei il disastro più riuscito che conosca.
Per te che hai mille paure ma hai scelto con coraggio quando si è trattato di seguire il tuo cuore.
Per te che non ti decidi mai e poi quando decidi ti fai travolgere dall'impeto e combini casini epocali.
Per te che non ti vai mai bene abbastanza, e che se invece potessi vederti anche solo una volta attraverso i miei occhi capiresti quanto sei perfetta, anche nei tuoi difetti, e vedresti te circondata dal mio amore.
Buon compleanno, cucciola mia. Sarà banale, ma ti amo.
mercoledì 11 aprile 2012
Promozione della lettura?
Incappo per caso il giorno di Pasqua in uno spot, patrocinato da un ministero a caso.
Chi legge ha sempre nuovi orizzonti e nuovi significati, il senso dello spot.
Poi, non riesco a reperire il video su nessun sito, e quindi non posso condividerlo e pubblicizzarlo. Poi, la nuova amministrazione di uno dei comuni per cui lavoro mi toglie un sacco di ore ma chiede che il servizio rimanga inalterato, come quando le ore erano 20 e non 8 e ci lavoravamo in due.
Tutto questo deve avere un senso, ma io non riesco a trovarlo. Tristesse...
Chi legge ha sempre nuovi orizzonti e nuovi significati, il senso dello spot.
Poi, non riesco a reperire il video su nessun sito, e quindi non posso condividerlo e pubblicizzarlo. Poi, la nuova amministrazione di uno dei comuni per cui lavoro mi toglie un sacco di ore ma chiede che il servizio rimanga inalterato, come quando le ore erano 20 e non 8 e ci lavoravamo in due.
Tutto questo deve avere un senso, ma io non riesco a trovarlo. Tristesse...
giovedì 15 marzo 2012
My wedding day
Ecco, lo so che è solo un piccolissimo passo. Lo so che facilmente non avrò mai diritto ad un matrimonio legale, che certifichi davanti a tutti che io e te siamo una coppia. Chissenefrega, lo sappiamo io e te, i nostri amici, i nostri parenti, volenti o nolenti, e se ci amiamo ogni giorno di più ci basta.
Però vuoi mettere, la possibilità di scegliere? E soprattutto, la cosa che mi spaventa di più: nel caso mi succedesse qualcosa, averti vicino, mano nella mano, senza paura che le famiglie ottuse ci separino nel momento del bisogno.
E' solo amore, e chi non lo capisce o lo combatte perché non è come quello di tutti gli altri è solo un povero di spirito.
E voi amici, combattete per me, ma anche per tutti voi, perché vivere in un Paese civile non migliora solo la mia qualità della vita, ma anche la vostra.
Però vuoi mettere, la possibilità di scegliere? E soprattutto, la cosa che mi spaventa di più: nel caso mi succedesse qualcosa, averti vicino, mano nella mano, senza paura che le famiglie ottuse ci separino nel momento del bisogno.
E' solo amore, e chi non lo capisce o lo combatte perché non è come quello di tutti gli altri è solo un povero di spirito.
E voi amici, combattete per me, ma anche per tutti voi, perché vivere in un Paese civile non migliora solo la mia qualità della vita, ma anche la vostra.
martedì 28 febbraio 2012
Nonviolenza?
Chissà perché le idee da fissare, su un foglio o su un post, mi vengono sempre ad orari improbabili...
Forse perché preferisco lasciar decantare le idee, fare in modo che siano alla giusta distanza, quella che permette di parlarne lucidamente e non lasciarsi travolgere dagli umori del momento.
Ma oggi questo pensiero mi gira nella testa, e non vuole saperne né di raffreddarsi né di andarsene.
Ho visto su Rai24 un signore (di cui non ricordo assolutamente il nome) che si proclamava allibito dal fallimento totale della politica non violenta. Lui, acceso sostenitore di questa pratica, si diceva basito dalla sua inutilità di fronte a forze menefreghiste come quelle che sono in gioco oggi. Lo spunto era il video che mostra il manifestante NO TAV cadere dal traliccio su cui si era arrampicato inseguito da un poliziotto. La cosa veramente drammatica è stato vedere come le macchine (i lavoratori) non si sono minimamente curate di quanto stava accadendo, lui sarebbe anche potuto morire ma i lavori non si sarebbero fermati. A cosa serve la via pacifica di fronte a chi se ne frega completamente del nostro punto di vista e del nostro - legittimo, peraltro - diritto a manifestare un dissenso?
Anche io ho sempre pensato alla nonviolenza come unica via di dialogo, eppure le parole di questo signore mi hanno acceso più di un campanello. Fino a che punto siamo disposti a sopportare? Fino a che punto siamo disposti a subire? Fino a che punto possono calpestarci e deridere i nostri diritti senza provocare in noi una reazione uguale e contraria, che spazzi via la loro insolenza? C'è una linea sottile, tra star fermi e subire...cosa pensi di fare? Da che parte vuoi stare?
Forse perché preferisco lasciar decantare le idee, fare in modo che siano alla giusta distanza, quella che permette di parlarne lucidamente e non lasciarsi travolgere dagli umori del momento.
Ma oggi questo pensiero mi gira nella testa, e non vuole saperne né di raffreddarsi né di andarsene.
Ho visto su Rai24 un signore (di cui non ricordo assolutamente il nome) che si proclamava allibito dal fallimento totale della politica non violenta. Lui, acceso sostenitore di questa pratica, si diceva basito dalla sua inutilità di fronte a forze menefreghiste come quelle che sono in gioco oggi. Lo spunto era il video che mostra il manifestante NO TAV cadere dal traliccio su cui si era arrampicato inseguito da un poliziotto. La cosa veramente drammatica è stato vedere come le macchine (i lavoratori) non si sono minimamente curate di quanto stava accadendo, lui sarebbe anche potuto morire ma i lavori non si sarebbero fermati. A cosa serve la via pacifica di fronte a chi se ne frega completamente del nostro punto di vista e del nostro - legittimo, peraltro - diritto a manifestare un dissenso?
Anche io ho sempre pensato alla nonviolenza come unica via di dialogo, eppure le parole di questo signore mi hanno acceso più di un campanello. Fino a che punto siamo disposti a sopportare? Fino a che punto siamo disposti a subire? Fino a che punto possono calpestarci e deridere i nostri diritti senza provocare in noi una reazione uguale e contraria, che spazzi via la loro insolenza? C'è una linea sottile, tra star fermi e subire...cosa pensi di fare? Da che parte vuoi stare?
martedì 14 febbraio 2012
14 anni il 14
Si può essere così tardoadolescenziali da fidanzarsi il giorno di quell'inutile festa che va sotto il nome di San Valentino e costringersi così a doverlo ricordare sempre sempre?
Evidentemente si può. TI AMO ♥
Evidentemente si può. TI AMO ♥
martedì 7 febbraio 2012
Cosa farai da grande?
Non ho molti ricordi su quel che pensavo di me e della mia vita quando ero bambina. Ricordo con precisione però che mi vedevo a 27 anni con un lavoro non meglio identificato, un figlio e un altro in arrivo. Non mi esaltava granché, questa previsione, peraltro copiata spudoratamente da una mia compagna di classe.
Ho sempre pensato a me con un libro in mano; mi sentivo portata per una carriera di studi, mi emozionavo pensando alla vita di Leopardi, bruciata completamente sui libri. In realtà non sono mai stata una cima a scuola, studiavo solo quello che volevo, o meglio, sprecavo ore cercando di studiare quello che non mi interessava, perché quello che mi piaceva lo avevo già assorbito in modi sconosciuti. Ma la visione di me con un libro in mano e circondata da volumi era tutto ciò che mi faceva sentire realizzata. E, dopo anni, ho almeno in parte raggiunto questa mia idea di me. Lavorare in biblioteca mi fa stare bene, sento di essere nata per fare il topolino tra i libri. Signori, mi hanno rinnovato il contratto, e il sogno prosegue per due anni. Se non dovesse continuare dopo quella data, almeno avrò avuto la possibilità di abitare il mio sogno per un po'...
Ho sempre pensato a me con un libro in mano; mi sentivo portata per una carriera di studi, mi emozionavo pensando alla vita di Leopardi, bruciata completamente sui libri. In realtà non sono mai stata una cima a scuola, studiavo solo quello che volevo, o meglio, sprecavo ore cercando di studiare quello che non mi interessava, perché quello che mi piaceva lo avevo già assorbito in modi sconosciuti. Ma la visione di me con un libro in mano e circondata da volumi era tutto ciò che mi faceva sentire realizzata. E, dopo anni, ho almeno in parte raggiunto questa mia idea di me. Lavorare in biblioteca mi fa stare bene, sento di essere nata per fare il topolino tra i libri. Signori, mi hanno rinnovato il contratto, e il sogno prosegue per due anni. Se non dovesse continuare dopo quella data, almeno avrò avuto la possibilità di abitare il mio sogno per un po'...
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