sabato 1 febbraio 2014

Del profumo di vaniglia e altri titoli alimentari per i libri...

Mi sono sempre chiesta perché spopolassero quegli orribili titoli per i libri, che ultimamente sembra debbano per forza contenere il nome di qualche spezia o di qualche ingrediente per la cucina.
"Il vento che sa di miele e di cannella", "Il profumo dello zucchero a velo", "Miele amaro e mandorle dolci", e chi più ne ha più ne metta. Melassa allo stato puro, così, senza un perché, spesso fregandosene anche del titolo originale che nulla ha a che vedere con quello dell'edizione italiana.
Poi stasera ho passato tutta la serata a cucinare con la mia ragazza, prima una versione cicciosa della mozzarella in carrozza, poi pancakes a volontà.
E mentre ci davamo il bacio della buonanotte mi sono sentita avvolta dal profumo dello zucchero a velo, e improvvisamente ecco che tutti quei titoli mielosi hanno acquistato significato...
Capisci di essere invecchiata quando inizia a pensare ai titoli di certi romanzi quando stai con la tua dolce metà :'D

2 commenti:

  1. Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato ;)

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    1. Ma quello ha senso, sia come libro che come titolo :)

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